La conosco quella palla oscura, enorme, che cresce e si fionda tra piloro e Cardias. La odio, Non riesco più a mandarla via. Ieri ci ho provato, in una macchina, cercando di sudare, cercando di entrare, cercando di uscire, cercando di divertirmi, di venire. E' stato tutto una grande ricerca di qualcosa che togliesse quell'incapacità di amare, di essere rilassati, di sentirsi disponibile prima a te stesso e dopo agli altri. Le sono venuto in bocca, cercando di immaginare come questo fosse la soluzione. Non è stato cosi. Ho dormito eccitato dall'idea, ma ero solo, con la mia palla mucosa, con una placenta in gola che mi regalava solo una enorme voglia di liberarmi da me stesso. Da te stesso però, non ti ci liberi che urlando, urlando che sei inadatto, che non puoi funzionare, che non puoi migliorare con uno schiocco di dita. Quella placenta cresce ogni volta che prendi una decisione non egoistica. Ho deciso di amare cosi' tanto qualcuno da soffrirne, lasciandolo perchè non ero abbastanza umano, abbastanza gambe per correre con lei , abbastanza petto per farla dormire sopra, abbastanza braccia per non farla sentire mai al sicuro. E' colpa di quella cazzo di placenta, se non ho più voglia di ferire nessuno che me, perchè l'ho capito che ci sto bene io nel soffrire, nello stare male. L'ho capito che è li il mio ossigeno. Io a stare bene, ci muoio.
DERB.
Benvenuti!
Scambievoli Mali nasce dall'incontro di due anime gemelle sul trenino di Ostia. Dal loro umano bisogno di esprimere un'interiorità tormentata.
Scambievoli Mali è un modo per dividersi ed unirsi lentamente. Diventare una fusione di idee e sentimenti, un magma fuso di vomito e vita.
Scambievoli Mali è un figlio non sempre educato, che urla e sbraita, che sospira o parla in silenzio.
Scambievoli Mali si dissocia dalla ricerca estetica della forma, per lasciare il più libero accesso possibile a sensazioni pure ed ai lamenti che squarciano i silenzi delle coscienze.
Scambievoli Mali è noi.
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